Semplicemente...

Eccomi con un nuovo post...oggi vi lascio un video trovato su youtube...
La colonna sonora del video è la canzone "Semplicemente"...bel video...veramente bello...

Vi lascio,oltre al video,alcuni commenti che ho trovato sotto il video:

Cornalcielo:le mani sulla piega bassa,lo sguardo dritto avanti,il ritmo sulle salite lo imponeva lui...ecco chi era il Pirata.Forse tra qualche anno ci sarà difficile ricordare i nomi dei campioni(?)di oggi ma ne sono certo finchè esisterà il ciclismo tutti ricorderanno Marco Pantani,SEMPLICEMENTE IL PIU FORTE DI SEMPRE!

Squidoeam:nn si muore schiantandosi in un muro,nn si muore x malattie,nn si muore x un proiettile ke arriva al cuore,ma si muore se si viene DIMENTICATI...TU Pirata non morirai mai xke il nostro cuore nn ti dimentica!!!Grazie x le emoioni e ricordi ke ci hai regalato!

Vi do appuntamento alla prossima settimana con il racconto di un altra tappa al Tour de France 1994!!!

Emozione raccontata da pirata84 alle 09:01 di venerdì, 07 marzo 2008

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ricordi, video

Nessuno tocchi Pantani - Per la verità su Marco

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20 luglio 1994 Tappa Bourg-d'Oisans-Val-Thorens 149 Km

 Scusatemi per l'assenza dal blog ma ho avuto dei problemi con il computer....

Oggi vi racconto di una bella impresa di Marco al Tour de France del 1994…impresa purtroppo non coronata da una vittoria ma da un comunque splendido terzo posto. Purtroppo è un post molto scarno perché non ho trovato materiale riguardante questa tappa quindi mi scuso con voi e chiedo,a chi ha del materiale su questa tappa se può fornirmelo così magari potrò aggiungere notizie al post…e ora via con la cronaca della tappa

 

E’ il 20 luglio 1994 e il Tour vede in maglia gialla “el Navarro” Miguel Indurain,il giorno prima la carovana è arrivata in vetta all’Alpe d’Huez dove ha vinto l’Italiano Roberto Conti…

La tappa odierna prevede 149 km da Bourg d'Oisans a Val Thorans a 2300 metri d’altezza che si raggiungono dopo 36 km di salita al 5,2% di pendenza media…

 

Sulla prima salita della giornata,il Col du Glandon,il pirata cade…


si rialza zoppicante e risale in bicicletta,quasi non riesce a pedalare ma stringe i denti e va avanti…Quando inizia la salita finale di Val Thorens lunga 36 km ci sono in fuga Piotr Ugrumov e Cacaito Rodriguez…dietro c’è il gruppo con i migliori e Marco Pantani,dolorante,è ancora con loro…
Nessuno pensa ad uno scatto del Pirata…neanche Indurain…ma ad un certo  punto….”Ecco che scatta Pantani! Scatto di Pantani!!!” urla De Zan...


Dal centro del gruppo il Pirata scatta ed è uno scatto micidiale,devastante...Indurain non lo vede neanche perché all’inizio si volta da una parte ma nn lo vede,allora si volta dall’altra parte,ma il Panta è ormai già trenta metri avanti...

Luc Le Blanc prova a reggere il ritmo del Pirata ma non cela fa e viene staccato…a questo punto Marco continua la sua rincorsa verso i fuggitivi...


Questa bellissima impresa resterà in parte incompleta purtroppo...infatti la tappa viene vinta dal Colombiano Cacaito Rodriguez su Piotr Ugrumov...Marco Pantani arriva sul traguardo splendido terzo...

 

 

L'appuntamento è per il prossimo giovedì!!!

Emozione raccontata da pirata84 alle 14:09 di giovedì, 28 febbraio 2008

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1994, tour de france

Nessuno tocchi Pantani - Per la verità su Marco

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5 giugno 1994 Tappa Merano-Aprica Km 188

Eccoci al giorno in cui Marco fece capire al mondo intero che "quando la strada si alza sotto i pedali Pantani è il più forte"...

E’ il 5 giugno 1994 e il giro ha in programma la tappa più dura…la Merano-Aprica di 188km. Ci saranno da scalare lo Stelvio,il Mortirolo e il valico di Santa Cristina...tre salite che fanno paura solo a sentirle nominare...
Gli appassionati hanno ancora negli occhi la tappa del giorno prima chiusasi con la vittoria di Marco Pantani il quale però,come ricorda Davide Cassani,non era contento tantochè la sera prima della partenza iniziò a chiedere informazioni sulle salite del giorno seguente...

Inizia la tappa e il primo a transitare in vetta al Passo dello Stelvio è il laziale Vona che porta così a casa il prestigioso traguardo della Cima Coppi; sempre sullo Stelvio vanno in fuga Chiappucci, Chiurato, Belli, Mejia, Gotti, Sciandri e Bortolami...

Pantani no...resta dietro,al coperto..aspetta il momento più opportuno...
Momento che si presenta poco dopo,sul Mortirolo...appena la salita diventa più dura il Panta piazza uno dei suoi più celebri scatti frantumando il gruppo che al momento accusava un ritardo di 2 minuti da Vona e poco meno da Chiappucci...


L'unico che regge,per poco,il ritmo del Pirata è Berzin in maglia rosa...che dopo pochi chilometri è costretto a cedere...Il Panta è così lanciato verso il gruppo del suo ormai ex capitano Claudio Chiappucci...e ad uno ad uno recupera tutti gli attaccanti di giornata compreso Vano frantumando i suoi sogni di gloria..
Si tratta ora di una cavalcata imperiosa, degna delle grandi imprese del passato. Il “diavoletto” passa attraverso ali di folla impazzita, ma Marco non è affatto soggiogato dall’emozione; continua imperterrito con lo sguardo assorto, concentrato solo sulla strada che lo separa dalla grande impresa. È entusiasmante assistere all’azione di Marco: erano anni che al ciclismo mancava un corridore del genere.
In vetta Marco passa con 55” su Indurain, tornato sotto grazie alla sua tradizionale progressione mentre Berzin è indietro e la sua maglia rosa comincia a vacillare...


In discesa Indurain si lancia all'inseguimnento del Pirata che,finita la salita,gioca d'astuzia...mancano ancora 50 km e un altra salita e quindi si fa raggiungere da Indurain e il colombiano Cacaito Rodriguez cercando così di recuperare energie preziose...


All'inizio dell'ultima salita i corridori sono sfiniti...tutti tranne uno..MARCO PANTANI...che scatta senza timori reverenziali in faccia a Miguel Indurain volando così sulle rampe del valico di Santa Cristina...


Chiappucci intanto lascia la compagnia di Berzin e in salita riprende e supera il Navarro guadagnandosì così la piazza d'onore...

Per Marco l'arrivo all'Aprica è un apoteosi...erano anni che nel ciclismo non si vedeva una cosa del genere...un ragazzino di 58 kg che deride in salita i più forti ciclisti di quel tempo....

E' qui che è iniziato il vero MITO di Marco Pantani...è qui che ha iniziato ad entrare nela storia e nella leggenda di questo sport...

Emozione raccontata da pirata84 alle 10:07 di giovedì, 14 febbraio 2008

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1994, giro ditalia

Nessuno tocchi Pantani - Per la verità su Marco

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Un ricordo...

Oggi niente trionfi,niente scatti in salita....oggi vi lascio un video fatto da me che ho messo su Youtube...

Sulle note della canzone "Dove osano i pirati" scorrono le immagini della carriera di Marco....

Vi consiglio di leggervi l'ultimo post del blog di NTP Nessuno tocchi Pantani ....veramente molto bello...e che ricordi di quella tappa a Courchevel...
CI vediamo giovedì prossimo con il racconto della tappa Merano-Aprica al gio del 1994 in cui Marco mise le basi per divenire prima MITO e poi LEGGENDA!!!

Emozione raccontata da pirata84 alle 11:00 di giovedì, 07 febbraio 2008

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ricordi, video

Nessuno tocchi Pantani - Per la verità su Marco

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4 giugno 1994 Tappa LIENZ-MERANO Km 235

E' il 4 giugno 1994 quando il mitico Pirata ottiene la sua prima vittoria al giro d'Italia.Vince in una tappa di montagna lunga 235 km che portava i corridori da Lienz a Merano...

In fuga dalla mattina c'è lo svizzero Pascal Richard...

a 1 km dalla vetta Pantani si avvicina al capitano Claudio Chiappucci,poche parole ma quelle giuste...il Panta può scattare...e infatti...ecco spuntare la sua sagoma dal gruppo...ecco il primo scatto del Panta...


Si riporta su Richard e lo stacca in discesa lanciandosi come un pazzo verso Merano...
La sua posizione è di quelle da Kamikaze con il peso inetramente sulla ruota posteriore a 80 km/h....

basta un sasso o una piccola buca per farlo volare in terra...ma lui nn vola in terra,scansa i sassi e le buce,pennella le curve e tira come un dannato per i restanti 20 km di pianura che lo dividono dal traguardo...
Dietro di lui co sono le squadra dei corridori più forti del mondo come Bugno e Indurain che tirano per riprenderlo ma lui nn si fa riprendere e giunge sul traguardo con 40 secondi di vantaggio...

E' la prima vittoria...questa è la prima pagina della carriera di Marco...qst è solo una delle tante imprese che troveranno spazio su qst blog...Eccovi il filmato tratto dalla puntata di sfide dedicata a Marco... 

Vi dò appuntamento a giovedì prossimo...

Emozione raccontata da pirata84 alle 09:52 di giovedì, 31 gennaio 2008

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video, 1994, giro ditalia

Nessuno tocchi Pantani - Per la verità su Marco

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Benvenuti su PANTAEMOZIONI!!!

Sono un ragazzo di Firenze che ama profondamente il ciclismo e che si è avvicinato a questo sport attraverso le imprese di un ciclista nato in riva al mare ma che faceva sognare per le sue vittorie in montagna…un campione grande,immenso…questo campione era Marco Pantani
Con lui ho vissuto emozioni irripetibili,emozioni forti,vere…ho passato interi pomeriggi davanti alla televisione aspettando un suo scatto e sognando di essere lì a raccogliere la bandana e gli occhiali che lanciava per terra prima di attaccare…

Cos’è Pantaemozioni: sarà un blog in cui ripercorrerò la carriera da professionista di Marco Pantani iniziando dalle vittorie del 1994 al giro per finire con la vittoria di Courchevel nel 2000 passando per il mitico anno 1998…qui troveranno spazio le imprese del Pantani Atleta oltre ad alcuni degli innumerevoli filmati presenti su youtube dedicati al Panta…voglio tenere viva la memoria di quello che ha fatto e di quello che è stato…i suoi ricordi non devono svanire…

Il blog sarà aggiornato con cadenza settimanale alternando racconti delle imprese del Panta con filmati,immagini e notizie dalla “Fondazione Marco Pantani”

Questo blog è gemellato oltre che con il mio blog personale,anche con il blog dell’NTP Nessuno Tocchi Pantani,composto da persone che credono nell’onestà del pirata…

 

E ora veniamo al primo post…ho deciso di pubblicare un articolo di Gianni Mura…”Il Pentadattilo ha chiuso le ali”…

 

A un anno dalla morte di Pantani si può misurare l'assenza.

Lo sport... è la ricerca anche enfatica del super uomo...che batte gli avversari e cancella i ricordi...

Il ciclismo ha una memoria con solchi profondi. Possiamo chiamarla storia, o leggenda. Su questi solchi ha viaggiato Pantani, e adesso è intoccabile nella morte, come cristallizzato. Ha viaggiato in bici alla sua maniera irripetibile, poi ha viaggiato fino al centro del buio. L'assenza è grande perché nessuno gli somiglia.

Cunego può vincere altri Giri, forse anche Tours, e anche Basso potrebbe. Potrebbe arrivarci un grande scalatore dalla Colombia, o dagli Urali, ma nessuno susciterà le stesse emozioni.

Dal tempo di Bartali e Coppi, per intensità di emozioni, si salta a lui. E poi non si salta più. Si aspetta, senza crederci troppo, qualcuno. Si rimpiange che per salvare la faccia ci abbia rimesso la pelle…

Pantani è stato troppo grande in bicicletta per accettare di essere piccolo, peggio di essere rimpicciolito per legge, di essere uno come tanti.

Non era questa la vocazione, non era questo il suo destino.

La sua vocazione era quella di svegliare le montagne, di essere paragonato a un fossile, Pantadattilo l'avevano battezzato un giorno, perché dava l'impressione di un animale preistorico, una specie di Godzilla su due ruote....qualcosa che rompe l'asfalto delle strade nuove e riporta ai tempi eroici, a quelli di Binda, o ancora più lontano, di Giovanni Gerbi detto il Diavolo Rosso, che somigliava a Pantani.

Pantani era uno spettacolo...e chi l'ha visto, in quegli anni, soprattutto nel magico '98, l'accoppiata Giro-Tour, non se lo può dimenticare.

Era un corridore diverso dagli altri, come uno che vuole essere diverso.

Il ciclismo senza Pantani era ed è, un palcoscenico senza un primattore.... con volenterosi caratteristi che però non riescono a dare una scossa al cuore del pubblico.

Pantani ci riusciva benissimo, era la sua grande specialità.

Pantani sulle salite era l'equivalente dell'acrobata senza rete.

La grandezza e l'unicità di questo Pantani, perché di questo si tratta, erano nella sua fragilità. Tante volte s'è rotto ed è ripartito, tutte le volte tranne una. Anche Coppi era fragile e si rompeva, ma andava forte a cronometro, non solo in salita, e aveva il fisico affusolato, le lunghe gambe del campione. Il piccolo uomo Pantani no, il suo paradiso doveva fabbricarselo in montagna, solo lì, a colpi di paletta o di badile. Lì era fissato l'appuntamento, lì si dispiegava il rituale dell'attacco. Via il cappellino, via la bandana, una volta via perfino l'orecchino, per scrollarsi Tonkov di dosso.

Era come un samurai. Ed erano gli altri a saltare per aria. Erano gli altri a non reggere il suo passo, che all'inizio sembrava quello sghembo, di un arrotino, lo zigzagare incerto di un aratro, ma più la salita assumeva pendenza più diventava una condanna, una specie di campana a morto per chi doveva inseguire e non ce la faceva assolutamente a tenere quel ritmo.

Un giorno, al Tour, gli chiesero: "Perché vai così forte in salita?". E lui ci aveva pensato un attimo e aveva risposto: "Per abbreviare la mia agonia".

 

Il ciclismo, ha i suoi santuari senza croci...

crescono ai bordi delle strade...

e saranno per marco...

sul mortirolo

a montecampione

a oropa

a piancavallo

sull'alpe d'huez

sul galibier

sul plateau de beille

....e saranno in quel tuffo del sangue che arriva al cuore quando un uomo solo va via in salita...ma non sarà la stessa cosa...uno come Pantani non ci sarà più”

Ed eccovi il primo video...è uno struggente ricordo di Davide DeZan...è un video bellissimo...tutte le volte che lo vedo mi vengono i brividi...

Emozione raccontata da pirata84 alle 09:49 di giovedì, 24 gennaio 2008

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ricordi, articoli, video

Nessuno tocchi Pantani - Per la verità su Marco

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COS'È PANTAEMOZIONI

PANTAEMOZIONI è un blog nato dopo aver visto,rivisto e ancora rivisto una delle puntate di "Sfide" andata in onda su Rai 3.
Rivedendo la storia di Marco ho deciso di mantenere vivo il ricordo delle sue imprese tramite un blog nuovo,diverso,totalmente incentrato su di lui e sulle pagine più belle della sua carriera provando ad evitare tutte le bugie dette su di lui...cercando di raccontare solo le imprese del Pantani Atleta...
Ripercorrerò tutta la sua carriera,dalla prima vittoria con la fuga sul passo di Giovo,fino all'ultima a Courchevel passando per il 1998 e gli storici trionfi sulla salita più famosa del ciclismo mondiale...là dove vincono solo i campioni,là dove il Pirata detiene il record di scalata...la è l'Alpe d'Huez...

PANTANI PER ME

Marco Pantani è stato,per me,il più forte scalatore degli ultimi 30 anni...è stato colui che mi ha fatto innamorare del ciclismo,è stato colui che mi ha fatto passare interi pomeriggi attaccato al televisore in attesa del lancio della bandana e degli occhiali,anticamera dei suo micidiali scatti.
È stato un grande,il più grande...è divenuto MITO quando vincendo quella tappa al giro del 1994 in cui a più riprese staccò un certo Miguel Indurain in salita sul Mortirolo prima e sul Santa Cristina poi...
E divenne LEGGENDA quando al tour del 1998,con una fuga da antologia del ciclismo indossò la prima maglia gialla dopo una fuga nella bufera che imperversava sulle alpi...
Adesso Marco non c'è più ma il suo ricordo vive nei cuori di noi tifosi che credevamo e che continuiamo a credere in lui...

PANTA-FOTO














COMMENTI RECENTI

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LA PERIZIA DEL
PROF. FORTUNI

QUESTA PERIZIA E’ PER LA VERITA’ DI UN GRANDE ATLETA.

Il 27 luglio 2004, il Prof. Fortuni, che ha eseguito l’autopsia, rilascia le seguenti interviste virgolettate alla Gazzetta dello sport e al Resto del Carlino ( unici giornali a pubblicare la notizia che il midollo di Marco era sanissimo):
Dott. Fortuni alla Gazzetta dello Sport

"Non ci sono segni significativi di sostanze dopanti assunte in precedenza. In altre parole possiamo escludere che Pantani abbia assunto Epo in quantità importanti e per un tempo lungo" ha spiegato il medico legale.
- Dal giudice mi era stata posta una domanda precisa. Bisognava analizzare se l’uso continuativo e in dosi massicce di eritropoietina poteva essere stata una causa di morte.
Ci attendevamo di trovare un midollo osseo scassato, ricchissimo di cellule.
Invece non è stato così. Anzi il contrario, il suo midollo osseo era assolutamente normale vuol dire che tutto questo uso di epo, come si è sostenuto, Pantani non l’ha fatto, altrimenti i danni sarebbero stati evidenti
.
Potrebbe essere che il midollo osseo si fosse normalizzato? Potrebbe essere che Pantani abbia fatto, in passato, un grande uso di epo e negli ultimi tempi abbia smesso?
No, risponde il medico legale, possiamo paragonare l’epo al fumo, se uno ha fumato molto in passato e poi ha smesso, nel suo corpo restano le tracce. Se uno ha fumato poche sigarette e saltuariamente possono anche non restare tracce.
Fortuni ci tiene a sottolineare una cosa: QUESTA PERIZIA E’ PER LA VERITA’ DI UN GRANDE ATLETA.


Lo stesso giorno al Resto del carlino: "Francamente sapendo delle sue vicissitudini giudiziarie, delle squalifiche e delle polemiche che lo hanno travolto, non mi aspettavo di trovare quello che invece ho trovato. E cioè il midollo osseo di un atleta che non aveva fatto un uso massiccio né protratto di sostanze dopanti. Perché se così fosse stato, il midollo osseo ne avrebbe portato tracce inequivocabili, alterazioni evidenti. Ma non è così. Pantani era quello che era non perché pompato dalla scienza medica, ma perché era un campione, su questo non ci piove. Era il migliore, e se questo può restituirgli l’onore che lui stesso credeva di aver perduto, sono contento".

Bicisport agosto 2004.
Il Prof. Fortuni ha anche rilevato che non ci sono segni significativi di abuso di sostanze dopanti come l'epo, che brucia il midollo osseo, assunte in precedenza.
Questo significa cvhe Pantani non ha fatto uso massiccio e costante di epo.
Così come tutti sono stati indotti a pensare nel corso DI UNA PERFIDA CAMPAGNA IMBASTITA CONTRO IL CORRIDORE, ABBANDONATO A SE STESSO DA DIRIGENTI CHE NON SI SONO MAI SENTITI IN DOVERE DI SCENDERE IN CAMPO PER TUTELARE E DIFENDERE UN PREZIOSO PATRIMONIO, UN CAMPIONE.
MA ANCHE UN RAGAZZO VITTIMA DI UN ACCANIMENTO ACCUSATORIO SPAVENTOSO.
La conclusione a cui è giunto il Prof.Fortuni è, dunque, questa: PANTANI NON HA ABUSATO DI EPO.
L'affermazione non risolve nulla, Marco Pantani è morto .
La notizia ha fatto il giro dei giornali e di tutti gli organi di informazione.
CHI PIU' CHI MENO L'HANNO PUBBLICATA NON DANDOLE LO SPAZIO E IL RILIEVO CHE A SUO TEMPO EBBERO GLI INFINITI ASSALTI AL CORRIDORE. QUESTA E' LA REALTA'.
Pantani si è gestito sbagliando spesso atteggiamenti ed ha pagato con la vita il suo modo orgoglioso di affrontare l'ostacolo che gli si era posto sul cammino.
Ha certamente sbagliato come hanno sbagliato e continuano a sbagliare gli atleti di tutti gli sport.
E NON E' RIUSCITO A EVITARE LA CROCE SULLA QUALE,CON ESERCIZIO DI IPOCRISIA SPAVENTOSA, MOLTI LO HANNO INCHIODATO.
E' MORTO.
E ADESSO BICISPORT SI SENTE IN DOVERE DI DARE RILIEVO ALL'INFORMAZIONE FORNITA DAL PROF. FORTUNI.
E' UN PICCOLO FIORE CHE PONIAMO SULLA TOMBA DI MARCO, NEL CIMITERO DEI PESCATORI, A CESENATICO.

 

UNO COME PANTANI
NN CI SARà PIù

Il ciclismo ha i suoi santuari senza croci,
crescono ai bordi delle strade
e saranno, per Marco, sul Mortirolo,
a Montecampione, a Oropa, a Piancavallo,
sull'Alpe d'Huez, sul Galibier,
sul Plateau de Beille,
e saranno in quel tuffo del sangue al cuore
che arriva quando un uomo solo va via in salita
ma non sarà la stessa cosa,
non prendiamoci in giro
uno come Pantani non ci sarà più...

PALMARES DEL PIRATA

1994

2 tappe vinte al Giro d'Italia,2° al Giro d'Italia(class gen);3° al Tour de France(Class Gen),1° Class finale GIOVANI Tour de France

1995

Una tappa vinta al Giro di svizzera,2 tappe vinte al Tour de France,1° Class finale GIOVANI Tour de France,3° Mondiali di Bogotà

1997

1° Classifica Finale Circuito di Bologna, 1° Rominger Classic, 1° Criterium di Pijnacker, 1° Due ruote per Carpi, 2 tappe vinte al Tour de France, 3° al Tour de France(Class Gen)

1998

1 tappa alla Vuelta a Murcia, 1° Classifica GP della Montagna alla Vuelta a Murcia, 1° Criterium di Bologna, 1° nella prima prova "Attraverso Losanna", 1° nella seconda prova "Attraverso Losanna", 1° Classifica finale "Attraverso Losanna", 1° Ole Ritter Classic, 1° Criterium di Surhuisterveen, 1° Criterium di Chateaulin, 1° Criterium di L'Aquila, 1° Criterium Luxemburgo, 1° Rominger Classic, 1° Classifica Finale Criterium Comunidad de Valencia, 1° al Giro d'Italia , 2 tappe vinte al Giro d'Italia, 1° Classifica Finale GP della Montagna al Giro d'Italia, 1° Premio Azzurra d'Italia, 1° al Tour de France , 2 tappe vinte al Tour de France

1999

1° alla Vuelta a Murcia, 1 tappavinta alla Vuelta a Murcia, 1° Classifica Gp Montagna alla Vuelta a Murcia, 1 tappa alla Settimana Catalana, 1° Classifica Finale Coppa Italia a squadre, 4 tappe vinte al Giro d'Italia

2000

1° Criterium di Stiphout, 1° Criterium "Acht" van Chaam, 2 Tappe vinte al Tour de France

PANTAVISITE

*loading* scatti in salita!!!

PANTAPENSIERI

Il mio linguaggio è la bici...
e voglio continuare a scrivere
quel capitolo del mio libro
che da troppo tempo ho lasciato in sospeso..

A volte chiudiamo gli occhi
perchè la realtà non ci piace...
se però smettiamo di comunicare
non riusciamo più ad assaporare la vita
e a scrivere la nostra storia...

GIORNALISTA:"Marco perchè vai così forte in salita?"
MARCO:"Per accorciare la mia agonia!"

BOIFAVA:"Marco sei ocntento?Hai fatto l'affare..."
MARCO:"L'affare l'avete fatto voi...."

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